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Gli ultimi errori di Lacan

L’inesistenza del rapporto sessuale e la donna-eccezione.

Una riflessione logico-filosofica

in "Enthymema", n. XXXVII, 2025

Abstract

Ci sono due tesi che hanno reso celebre il Seminario XX di Lacan: l’inesistenza/impossibilità del rapporto sessuale (‘il n’y a pas de rapport sexuel’) e l’inesistenza di ‘LA donna’. Dunque, dal punto di vista concettuale, è nella negazione che dobbiamo riconoscere il protagonista di questo Seminario. Tuttavia, la negazione è un connettivo logico polisemico, e la scolastica lacaniana lo ignora. Il ‘non’ del rapporto sessuale viene ormai menzionato come una verità evidente: il suo carattere paradossale è stato quasi completamente smarrito e ‘il n’y a pas de rapport sexuel’ risulta molto simile a ‘non esiste Babbo Natale’. Il primo responsabile di questo inevitabile degrado è però lo stesso Lacan, per due motivi: anzitutto, perché le sue argomentazioni, se esaminate con attenzione, appaiono inconsistenti, e sconfinano nel ridicolo. Ma, soprattutto, perché esse si fondano sulla fallacia per cui esisterebbe ‘LA logica’. Il grande errore di Lacan consiste nell’aver creduto che la logica di Frege e di Russell fosse l’unica logica possibile: in realtà, essa corrisponde a uno stile di pensiero separativo, e produce distorsioni e falsità quando viene applicata alle relazioni congiuntive e flessibili, a cui non possono rinunciare gli esseri umani. Esiste un altro significato della negazione: il ‘non’ oltrepassante, che possiede una forza di nientificazione – quella che la femminilità (liberata del mantra dell’alterità) mostra nel suo potere, così affine a quello della psicoanalisi.