Così l’avevano consigliato entrambi, perché nessun altro al posto di Zeus avesse il potere regale tra gli dèi sempre esistenti; da Metis infatti era fatale che nascesse una prole assai saggia; per prima la fanciulla glaucopide Tritogenea, dotata di forza eguale a quella del padre e di saggio volere, poi un figlio, re degli dèi e degli uomini, dal cuore violento; perciò Zeus la inghiottì nel suo ventre, affinché la dea potesse consigliarlo sul bene e sul male.
Per seconda poi sposò la splendida Themis, che fu madre delle Ore, Eunomia, Dike ed Eirene fiorente, che vegliano sull’opera degli uomini mortali (...)”
(Esiodo, Teogonia, vv.886-903)
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Pubblicato sul n. 1 - 2010 della rivista online "Enthymema - rivista internazionale di critica, teoria e filosofia della letteratura" l'articolo "Ibridare, problema per artisti. Alcune tesi" e una video intervista a cura di Alessandra Ottaviano Quintavalle
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