Teoria dello Stile

La Nuova Italia, Firenze 1997 (pp. VII-XXI, 1-364)

La nozione di stile è rimasta sino ad oggi priva di teoria. Le raffinate analisi testuali dei moderni (Thibaudet, Spitzer, Auerbach) non hanno modificato che lievemente i pregiudizi degli antichi: il carattere secondario dello stile rispetto all’attività del pensiero, e la concezione ornamentale e atomistica dei fenomeni stilistici. Ma l’ostacolo principale è pur sempre rappresentato dal fatto che nello stile si vede la tensione verso l’irripetibile, la resistenza assoluta alle regole, oppure uno spazio di irrigidimento, il degrado dell’abitudine, la caduta negli stereotipi.
In questo libro il lettore viene sollecitato ad abbandonare le vecchie categorie e a sperimentare nuove possibilità di analisi. Non si tratta più di riconoscere (o di collezionare) stilemi, ma di sapere che il linguaggio è essenzialmente diviso. Come esplorare queste divisioni? Come dividere la molteplicità degli stili per non cedere alla ‘bêtise’ del molteplice?

Indice


Prefazione

I - Noi. Stile e antistile in “Madame Bovary”

  1. Il berretto di Charles
  2. “Gli imbecilli sono così numerosi, così felici ...”
  3. Binet come gioco linguistico
  4. Etichette e tassonomie
  5. Il paiolo di Flaubert
  6. L’antistile

II - Filosofia della scure

  1. Nietzsche flessibile
  2. Stupidità del molteplice
  3. La volontà di potenza come arte
  4. Metafora e concetto: differenze di grado e differenze di stile
  5. La retorica a teatro
  6. La svolta

III - Dentro le regole. È possibile una teoria dello stile?

  1. Una resurrezione epistemologica
  2. L’ermeneutica
  3. Tipi di regole: grammaticali, pragmatiche, strategiche, introduttive
  4. Il tempo del possibile. Concezione numerica e decisione proustiana
  5. “Può, dunque deve”. Teoria dell’insaturabile
  6. Regole e necessità

IV - Modus (o della flessibilità)

  1. Necessità di una rivoluzione modale in filosofia
  2. Relazioni intermodali e regimi di senso
  3. Instabilità della sfera modale
  4. Doppia identità della semantica fattuale
  5. I luoghi del flessibile. Che cos’è una massima
  6. Densità e quadrato degli opposti
  7. Differenza tra flessibile e rovesciabile. Il test di Lautréamont
  8. I personaggi come portatori di massime

V - Realtà

  1. L’estetica modale di Aristotele e la polisemia del verosimile
  2. Il mondo come rappresentazione
  3. La realtà divisa: rappresentazioni di parola e rappresentazioni di cosa
  4. Gli stereotipi e la chiacchiera degli stili
  5. Ibridismo e postmodernità
  6. Dissonanze nello stile indiretto libero
  7. Lo “studium” e il “punctum”: sineddoche contro metonimia
  8. Il dettaglio e lo sguardo. The Beast in the Jungle di James

VI - Giochi di cornice

  1. La “mise en abyme”
  2. Un inventario delle articolazioni. Le esitazioni di Saussure
  3. Logica del parergon
  4. Il gusto come professione
  5. Bellezza libera e aderente
  6. Il conflitto delle apparenze. Benjamin e le Affinità elettive
  7. Felicità e significato
  8. Personaggi e cornici. Il rasoio di Montaigne
  9. Il paiolo di Derrida: metafisica, stile, scrittura

Bibliografia

Indice analitico

Indice dei nomi

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